Danza e anoressia.

Sabrina è una ragazza come tante, e proprio come tante inizia ad indossare quelle buffe scarpette di stoffa molto piccola ma solo a 14 anni capisce quanto la danza è importante per lei, quanto la ama.

Così, lei che proviene da una famiglia di artisti si iscrive ad una delle scuole migliori della sua città, Vicenza, ricominciando a seguire corsi di danza classica e modern jazz.

È qui però che iniziano i guai; lei è nata per danzare e tutti le riconoscono la sua grande bravura. Nonostante ciò la sua insegnante di danza classica non fa altro che umiliarla e criticare il suo corpo, perché “è un sacco di patate”, “ha il sedere troppo grosso”, il suo normalissimo corpo di 48 chili per un metro e sessanta…

La crisi come racconta arrivò all’età di 18 anni quando contemporaneamente si trovò a preparare maturità e esami di danza. In poco più di tre mesi perse 20 chili; tutti a danza le facevano i complimenti, e lei era felice; felice per aver superato brillantemente la maturità  ma distrutta prima  per il fiasco dell’esame di danza e poi per non essere più accettata dalla scuola.

 Solo grazie a suo fratello Sabrina capisce che la sua situazione sta diventando sempre più grave, ma sarà poi lo specialista di una struttura di Vicenza, a salvarla dalla malattia.

 

Ora a 22 anni sta per laurearsi in psicologia con una tesi sul rapporto tra danza e anoressia, ma fortunatamente lei è  riuscita a uscire dal suo incubo ed ogni tanto continua a alimentare la sua passione, danzando ma in un’altra scuola!!!

 

Questo è solo uno dei tanti casi di anoressia legato alla danza, fortunatamente finito per il meglio; ma, proprio come afferma Sabrina:

“ Punta il dito contro le scuole, anzi, contro certo tipo di insegnanti, non è davvero colpa della disciplina, la danza è meravigliosa”.

 

 

 

 

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