Royal Academy of Dance

La sua storia…

Nel 1920 un gruppo di famosi danzatori, fondò a Londra l’Association of Operatic Dancing of Great Britain, che nel 1936, grazie ad un decreto reale, diventò la Royal Accademy of Dance (R.A.D.). Il gruppo dei fondatori dell’accademia era  composto da cinque stelle europee: la danese Adeline Genèe,la russa Tamara Karsavina, l’italiana Lucia Cormani, il francese Eduard Espinosa e l’inglese Phyllis Bedells .Essi rappresentavano i principali metodi di insegnamento del tempo.

L’accademia è nata con lo scopo di diffondere e promuovere l’arte del balletto e di ridare la qualità al metodo di insegnamento della danza classica in Inghilterra che aveva perso negli ultimi anni. Oggi è rappresentata in più di 60 paesi e vanta la formazione di ballerini professionisti ed insegnanti che in tutto il mondo adottano il metodo RAD.

 

Con il suo metodo l’Accademia offre la possibilità ai bambini di imparare in modo progressivo i primi rudimenti delle danza attraverso un’attività, oltre che didattica anche ludica e socializzante mirata al miglioramento delle capacità creative, ritmiche. espressive e di relazione con il proprio corpo e con lo spazio. ). La rigida e selettiva preparazione tecnica degli insegnanti RAD garantisce la corretta preparazione di giovanissimi allievi e bambini, proteggendoli da grossolani (ma frequenti) errori dovuti ad una errata impostazione di base, salvaguardando il corretto sviluppo della struttura muscolare ed ossea.

 

La Royal Academy of Dance offre due distinti percorsi di preparazione nel balletto classico, che sono chiamati programmi Gradi e Major. In entrambi i corsi si cerca di sviluppare nell’allievo tre importantissimi elementi strettamente collegati fra loro: la Tecnica, la Musica e l’Esecuzione.

 

Tecnica:           la comprensione ed un uso efficace dei suoi aspetti fondamentali della tecnica riflettono il livello di abilità dimostrato.Lo studente deve fortemente concentrarsi su tutti quegli aspetti che comprendono la postura del corpo, i vari movimenti coordinati tra loro, elevazione, il giro, la percezione dello spazio, ecc.

   Musica:                        per eseguire i movimenti nel momento e nel modo giusto lo studente deve studiare tutti gli aspetti musicali tra i quali il ritmo, la velocità la tonalità, andamento, il fraseggio, la melodia, ecc.

  Esecuzione:                   è l’elemento che permette di unire la tecnica con la consapevolezza musicale, sviluppando lo stile, l’espressività, la precisione, la dinamica e la qualità di ogni movimento.

 

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Storia della scuola russia –metodo Vaganova

L’ origine della danza classica proviene direttamente dall’Italia, dai balli di corte del rinascimento ma il genere venne presto ripreso anche dalle corti francesi che lo svilupparono e lo portarono alla massima espressione durante il XVII-XVIII  secolo. Fu in questo periodo che lavorò il coreografo Pierre Beauchamp. considerato il creatore delle cinque posizioni classiche. A metà del 600 in Francia nasceva L’academiè Royal de Danse .Inseguito furono inglesi e tedeschi ad evolvere l’idea di balletto. Infatti John Weaver. a Londra, eliminò le parole dai suoi spettacoli, cercando di rappresentare i concetti attraverso l’espressività del movimento.

La scuola Imperiale di Pietroburgo,fu fondata con decreto dell’imperatrice Anna nel 1738 da Jean Baptiste Landè.

 

Alla fine dell’800, la Russia era la nuova capitale della danza accademico-classica dove, grazie ad alcune personalità di rilievo come il russo scandinavo Nicolas Legat (chiaro rappresentante della scuola francese) ed il maestro italiano Enrico Cecchetti si realizzava il più alto grado di fusione della scuola francese con quella italiana; si fondevano cioè la tecnica brillante ed energica e l’allegra e divertente destrezza tipica dei ballerini italiani con l’eleganza delicata ed aggraziata tipicamente francese che fino ad allora prevaleva nei teatri russi.

Quasi contemporaneamente la ballerina insegnante Agrippina Vaganova,  riflettendo sulle sostanziali differenze tra la scuola francese e quella italiana(ebbe infatti maestri sia Nicolas Legat, che Enrico Cecchetti)e grazie all’incontro con Olga Preobrajenska, la quale aveva cominciato a superare i canoni di contaminazione francese(si era formata infatti nella scuola di Charles Didelot), creò e codificò “il” metodo noto in tutto il mondo come metodo Vaganova, che divenne base dell’intera coreografia sovietica il quale perpetuò la vera e propria tradizione accademica russa con la nascita della nuova “scuola russa”.

 

Ne consegue che la Scuola russa è uno sviluppo diretto sia della Scuola francese che di quella italiana.

Ciò che distingue il metodo Vaganova,il segreto del successo della sua scuola è innanzitutto la capacità di riconoscere e capire le tendenze e le possiblità degli allievi (sviluppando la tecnica virtuosa e conservando l’individualità)e il “movimento danzante” che è presente dai primi esercizi alla sbarra, con i quali si inizia un lezione, fino all’ultimo “port de bras” con cui si conclude.

Spesso un ritmo ballabile, un tempo particolarmente danzabile entra nel tessuto e nella sequenza degli esercizi attenuandone l’inevitabile aridità. Ecco quindi la linea del suo metodo:una lezione emozionante che fa vivere e mantiene l’allievo in un continuo stato di creatività.

La danza classica nella scuole della provincia di Rimini:storia dello stile russo e caratteristiche del piano di studi della Royal Academy of Dance.

I metodi di insegnamento della danza classica sono vari, i più conosciuti e forse i più importanti sono: il metodo russo che porta il nome della danzatrice Vaganova, quello inglese, della Royal Academy of Dance, infine quello italiano, denominato metodo Cecchetti(anche se il maestro Enrico Cecchetti ha insegnato spesse volte in Russia, anche alla ballerina Agrippina Vaganova e quindi lo si considera spesso anche quando si parla di stile russo). Lo stile italiano è quello che si insegna all’accademia di Roma l’unica  accademia di danza riconosciuta dallo stato italiano.

Nella provincia di Rimini la maggior parte delle scuole di danza classica ( Arabesque Dance Center , Futura centro danza….) seguono il piano di studi e il metodo dell’Accademia inglese Royal Academy of Dance. Sono presenti comunque  alcune scuole  che insegnano il metodo russo come la scuola “Laboratorio di teatro “ di Heidi Pasini a Gambettola (cecchetti) e la scuola di danza di Anca Ardelean).

Io posso dire di aver provato entrambi anche se il mio approccio al metodo russo è avvenuto quando ero molto piccola; dall’età di 14 anni ho poi seguito lezioni di danza classica impostate sul metodo RAD fino all’anno scorso.

Tra un momento e l’altro della mia esperienza c’è stato un distacco  proprio negli anni più fecondi per l’apprendimento (dai 12 ai 14) però noto che alcune particolarità ogni tanto tornano a galla come gli aneddoti di grammatica  o le filastrocche che si imparano alle elementari,e una volta memorizzati non si dimenticano più. Le differenza tra i due metodi non sono abissali in quanto hanno la stessa origine,( in alcuni casi poi, un metodo è la fusione di altri) ma riguardano solamente alcune nomenclature di passi, alcune classificazioni di posizioni delle braccia, la posizione del piede nel retirè delle piroettes… In alcune scuole (ad esempio nella Abidance di Udine) nelle classi avanzate il metodo RAD viene integrato con il metodo russo Vaganova in modo tale che uno non escluda l’altro.

Inoltre,(sempre parlando delle particolarità che differenzia un metodo dall’altro),leggendo un’intervista fatta ad Gabriella Cohen una ballerina  italiana della scala di Milano che ha frequentato per due anni la scuola del Bolshoi di Mosca (nel quadro dei regolari scambi culturali tra i due teatri), si può capire che” esistono poi delle differenze più astratte che riguardano l’espressione, il virtuosismo dei movimenti, che derivano  direttamente dalla storia del paese stesso e  dalle sue tradizioni”. Gabriella afferma che “la caratteristica principale dello stile russo è il grande utilizzo della mimica.” Probabilmente ciò deriva dal fatto che uno dei grandi maestri della scuola imperiale di Pietroburgo- Charles Didelot– accorgendosi che dopo il passaggio in Russia della compagnia italiana dell’agiolini, il gusto del pubblico russo era cambiato  prediligendo la tragedia danzate(balletti in cui si rappresentavano conflitti tra personaggi e caratteri,attraverso diversi stili di danza), creò delle opere originali in cui la danza di espressione era (ed è tuttora)la protagonista. Essa derivava direttamente dai balli popolari che mai furono totalmente assenti dal repertorio dei teatri di stato.