la danza che si mangia!!

questa immagine è dedicata a tutti coloro che come me non solo condividono la grande passione per la danza ma, anche che sono golosissimi!!!

peccato che quando ero piccola io (15 anni fa) non facevano delle torte così!!! 😦

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la scarpetta da punta.

L’uso della scarpa da punta fu introdotto nel 700, al fine di migliorare l’aspetto estetico delle ballerine. Da allora la scarpa si è molto evoluta, grazie al perfezionamento dei materiali e della tecnica di costruzione. Quando iniziare lo studio?


Mai prima dei 10 anni di età, il piede è ancora troppo immaturo e i nuclei di accrescimento delle ossa ancora troppo suscettibili a danno . Devono esistere però condizioni importantissimi:
la ballerina deve infatti possedere un tronco stabile e forte, deve sapere controllare e mantenere il corretto aplomb a livello dell’arto inferiore, deve saper eseguire correttamente i fondamentali tecnici e possedere un buon en-dehors. Ancor più importante è la preparazione della punta mediante lo studio della mezza punta. La ballerina infatti dovrebbe saper eseguire correttamente il lavoro in mezza punta prima di imparare l’uso della scarpa da punta.
Il piede deve essere forte, ben stabile, con una caviglia ben sostenuta dal lavoro muscolare, soprattutto in en-dehors, dove non deve assolutamente acquisire atteggiamenti incongrui. Nell’esecuzione della punta si verifica una estensione di tutte le articolazioni del piede. Il ruolo più importante è svolto dalla articolazione tibio-astragalica, la vera responsabile della formazione del così detto “collo di piede”. La flessione plantare infatti determinerà infatti l’allineamento delle diverse ossa del piede così che il peso venga scaricato lungo un immaginario asse “ginocchio-malleolo-testa metatarsale-dita piede”.