L’emozione della danza.











{23 Aprile, 2008}   la scarpetta da punta.

L’uso della scarpa da punta fu introdotto nel 700, al fine di migliorare l’aspetto estetico delle ballerine. Da allora la scarpa si è molto evoluta, grazie al perfezionamento dei materiali e della tecnica di costruzione. Quando iniziare lo studio?


Mai prima dei 10 anni di età, il piede è ancora troppo immaturo e i nuclei di accrescimento delle ossa ancora troppo suscettibili a danno . Devono esistere però condizioni importantissimi:
la ballerina deve infatti possedere un tronco stabile e forte, deve sapere controllare e mantenere il corretto aplomb a livello dell’arto inferiore, deve saper eseguire correttamente i fondamentali tecnici e possedere un buon en-dehors. Ancor più importante è la preparazione della punta mediante lo studio della mezza punta. La ballerina infatti dovrebbe saper eseguire correttamente il lavoro in mezza punta prima di imparare l’uso della scarpa da punta.
Il piede deve essere forte, ben stabile, con una caviglia ben sostenuta dal lavoro muscolare, soprattutto in en-dehors, dove non deve assolutamente acquisire atteggiamenti incongrui. Nell’esecuzione della punta si verifica una estensione di tutte le articolazioni del piede. Il ruolo più importante è svolto dalla articolazione tibio-astragalica, la vera responsabile della formazione del così detto “collo di piede”. La flessione plantare infatti determinerà infatti l’allineamento delle diverse ossa del piede così che il peso venga scaricato lungo un immaginario asse “ginocchio-malleolo-testa metatarsale-dita piede”.



Per quanto riguarda il ruolo maschile nella danza dobbiamo la sua rivoluzione ad un grandissimo ballerino:

Rudolf Hametovic Nureyev

Nato il 17 marzo 1938, all’ età di 11 anni si avvicina al mondo della danza e a 20 anni balla nella compagnia della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado. Correva l’anno 1961, quando arrivato in  tournée in Europa chiede asilo politico in Europa per sfuggire all’oppressivo regime sovietico, alle sue imposizioni e gerarchie.

È al Royal Ballet di Londra dove instaura un celebre sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo.
Nel corso della sua vita, Nureyev ha interpretato decine di ruoli, sia classici che moderni, sempre con enormi potenzialità tecniche e di immedesimazione.Il ballerino infatti era anche un grande attore, capace di coinvolgere il pubblico e trascinarlo nel vortice delle storie raccontate in musica dai grandi compositori.

Nureyev fu molto influente nell’ambito della danza classica: da un lato egli accentuò l’importanza dei ruoli maschili, che a partire dalle sue produzioni vennero sviluppati con molta maggiore cura per la coreografia che nelle produzioni precedenti; dall’altro grazie a lui venne abbattuto il confine tra balletto classico e danza moderna.
Nureyev infatti danzò entrambi gli stili, pur essendo stato formato come ballerino classico, cosa che oggi è assolutamente normale per un ballerino, ma nella quale Nureyev fu precursore e che gli causò molte critiche ai tempi.

 Morì a Parigi, alcuni mesi dopo aver ricevuto la più alta onorificenza culturale francese, il Chevalier de l’Ordre des Artes et Lettres, all’età di 54 anni,il 6 gennaio 1993 stroncato dal virus dell’HIV.

 

 

 

 



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