L’emozione della danza.











{10 Aprile, 2008}   Royal Academy of Dance

La sua storia…

Nel 1920 un gruppo di famosi danzatori, fondò a Londra l’Association of Operatic Dancing of Great Britain, che nel 1936, grazie ad un decreto reale, diventò la Royal Accademy of Dance (R.A.D.). Il gruppo dei fondatori dell’accademia era  composto da cinque stelle europee: la danese Adeline Genèe,la russa Tamara Karsavina, l’italiana Lucia Cormani, il francese Eduard Espinosa e l’inglese Phyllis Bedells .Essi rappresentavano i principali metodi di insegnamento del tempo.

L’accademia è nata con lo scopo di diffondere e promuovere l’arte del balletto e di ridare la qualità al metodo di insegnamento della danza classica in Inghilterra che aveva perso negli ultimi anni. Oggi è rappresentata in più di 60 paesi e vanta la formazione di ballerini professionisti ed insegnanti che in tutto il mondo adottano il metodo RAD.

 

Con il suo metodo l’Accademia offre la possibilità ai bambini di imparare in modo progressivo i primi rudimenti delle danza attraverso un’attività, oltre che didattica anche ludica e socializzante mirata al miglioramento delle capacità creative, ritmiche. espressive e di relazione con il proprio corpo e con lo spazio. ). La rigida e selettiva preparazione tecnica degli insegnanti RAD garantisce la corretta preparazione di giovanissimi allievi e bambini, proteggendoli da grossolani (ma frequenti) errori dovuti ad una errata impostazione di base, salvaguardando il corretto sviluppo della struttura muscolare ed ossea.

 

La Royal Academy of Dance offre due distinti percorsi di preparazione nel balletto classico, che sono chiamati programmi Gradi e Major. In entrambi i corsi si cerca di sviluppare nell’allievo tre importantissimi elementi strettamente collegati fra loro: la Tecnica, la Musica e l’Esecuzione.

 

Tecnica:           la comprensione ed un uso efficace dei suoi aspetti fondamentali della tecnica riflettono il livello di abilità dimostrato.Lo studente deve fortemente concentrarsi su tutti quegli aspetti che comprendono la postura del corpo, i vari movimenti coordinati tra loro, elevazione, il giro, la percezione dello spazio, ecc.

   Musica:                        per eseguire i movimenti nel momento e nel modo giusto lo studente deve studiare tutti gli aspetti musicali tra i quali il ritmo, la velocità la tonalità, andamento, il fraseggio, la melodia, ecc.

  Esecuzione:                   è l’elemento che permette di unire la tecnica con la consapevolezza musicale, sviluppando lo stile, l’espressività, la precisione, la dinamica e la qualità di ogni movimento.

 



L’ origine della danza classica proviene direttamente dall’Italia, dai balli di corte del rinascimento ma il genere venne presto ripreso anche dalle corti francesi che lo svilupparono e lo portarono alla massima espressione durante il XVII-XVIII  secolo. Fu in questo periodo che lavorò il coreografo Pierre Beauchamp. considerato il creatore delle cinque posizioni classiche. A metà del 600 in Francia nasceva L’academiè Royal de Danse .Inseguito furono inglesi e tedeschi ad evolvere l’idea di balletto. Infatti John Weaver. a Londra, eliminò le parole dai suoi spettacoli, cercando di rappresentare i concetti attraverso l’espressività del movimento.

La scuola Imperiale di Pietroburgo,fu fondata con decreto dell’imperatrice Anna nel 1738 da Jean Baptiste Landè.

 

Alla fine dell’800, la Russia era la nuova capitale della danza accademico-classica dove, grazie ad alcune personalità di rilievo come il russo scandinavo Nicolas Legat (chiaro rappresentante della scuola francese) ed il maestro italiano Enrico Cecchetti si realizzava il più alto grado di fusione della scuola francese con quella italiana; si fondevano cioè la tecnica brillante ed energica e l’allegra e divertente destrezza tipica dei ballerini italiani con l’eleganza delicata ed aggraziata tipicamente francese che fino ad allora prevaleva nei teatri russi.

Quasi contemporaneamente la ballerina insegnante Agrippina Vaganova,  riflettendo sulle sostanziali differenze tra la scuola francese e quella italiana(ebbe infatti maestri sia Nicolas Legat, che Enrico Cecchetti)e grazie all’incontro con Olga Preobrajenska, la quale aveva cominciato a superare i canoni di contaminazione francese(si era formata infatti nella scuola di Charles Didelot), creò e codificò “il” metodo noto in tutto il mondo come metodo Vaganova, che divenne base dell’intera coreografia sovietica il quale perpetuò la vera e propria tradizione accademica russa con la nascita della nuova “scuola russa”.

 

Ne consegue che la Scuola russa è uno sviluppo diretto sia della Scuola francese che di quella italiana.

Ciò che distingue il metodo Vaganova,il segreto del successo della sua scuola è innanzitutto la capacità di riconoscere e capire le tendenze e le possiblità degli allievi (sviluppando la tecnica virtuosa e conservando l’individualità)e il “movimento danzante” che è presente dai primi esercizi alla sbarra, con i quali si inizia un lezione, fino all’ultimo “port de bras” con cui si conclude.

Spesso un ritmo ballabile, un tempo particolarmente danzabile entra nel tessuto e nella sequenza degli esercizi attenuandone l’inevitabile aridità. Ecco quindi la linea del suo metodo:una lezione emozionante che fa vivere e mantiene l’allievo in un continuo stato di creatività.



eccetera